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Anteprima 500 Abarth Torna il vero scorpione

“La voglio!” Un grido che deve aspettare fino a luglio per essere esaudito. Prima di allora, infatti, la 500 Abarth non sarà pronta, anche se oggi è stata mostrata con una strategica anteprima alla stampa di mezza Europa. Una macchina attesissima, che farà commuovere alle lacrime i più nostalgici: look pieno di richiami storici e meccanica pazzesca, ossia motore Fire 1.400 16v benzina Turbo da 135 Cv a 5.500 rpm e una coppia massima di 206 Nm a 3.000 rpm in modalità “Sport” (invece, in modalità “Normal”, la coppia si riduce a 180 Nm a 2.500 rpm).

Nella pianificazione la 500 dello Scorpione avrà un immediato sviluppo con il kit SS, che porterà la potenza a 160 cavalli. “Ma questo, spiegano alla Fiat, è anche un motore amico dell’ambiente: infatti, proprio come sul modello Fiat di normale produzione, la nuova vettura Abarth rispetta le future normative Euro 5″.

Da segnalare l’adozione del nuovo sistema denominato “TTC” (Torque Transfer Control) che serve a migliorare il trasferimento della coppia motore alle ruote e, in particolare, garantisce un ottimo comportamento della vettura in curva rendendola così più sicura e divertente nella guida sportiva. Ma non è tutto: la 500 Abarth, arricchita da un sofisticato sistema di telemetria e altre mille diavolerie, sarà anche la base per la nuova Scuola di guida veloce realizzata in collaborazione con il “nostro” Sandro Munari, che ha provato per noi la prima Grande Punto AbarthQuesto l’annuncio di Luca De Meo all’inaugurazione della nuova sede Abarth, in quelle che erano le Officine 83 di Mirafiori, stabilimento Fiat in “disarmo” e in via di completa bonificazione, popolato oggi dal Centro Stile Fiat, tra breve dalla base per tutto il mondo del marchio macchine agricole New Holland e, naturalmente, dall’Abarth.

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Ecco i gironi per accedere ad Euro 2009

Pierluigi Marzorati e Carlo RecalcatiVENEZIA, 16 febbraio - Sorteggiati a Venezia i gironi di qualificazione agli Europei maschili di basket in programma nel 2009, in Polonia, dal 7 al 20 settembre. L’Italia, che era una delle quattro teste di serie, è stata inserita nel gruppo A con Finlandia, Ungheria, Bulgaria e Serbia. Nel girone B ci sono Lettonia, Portogallo, Estonia e Macedonia, nel C Turchia, Francia, Belgio e Ucraina, nel D Repubblica Ceca, Israele, Gran Bretagna e Bosnia Erzegovina. Si giocherà il 20, 23, 27 e 30 agosto e il 3, 6, 10, 13, 17 e 20 settembre 2008.

SI QUALIFICANO IN SETTE – Otterranno il pass in sette: la prima di ognuno dei quattro gironi e le migliori tre seconde. Già alla fase finale otto squadre: Russia, Spagna, Lituania, Grecia, Germania, Croazia, Slovenia e Polonia (paese ospitante). Gli azzurri di Carlo Recalcati esordiranno con la Serbia, poi affronteranno nell’ordine Ungheria, Finlandia e Bulgaria, ripetendo lo stesso ordine nella fase di ritorno. Ci sarà poi un secondo turno di qualificazione, al quale accederanno le prime sei squadre che non si sono qualificate direttamente alla fase finale. Le altre quattro parteciperanno al torneo per non retrocedere nella Division B. Si giocherà il 5, 8, 11, 14, 17, 20 agosto 2009. Dal 27 al 30 agosto le finali, con un posto per gli Europei.

GIRONE DIFFICILE - Un girone difficile. La pensa così il ct degli azzurri, Recalcati, sul sorteggio delle qualificazioni agli Europei che ha inserito l’Italia nel gruppo A con Finlandia, Ungheria, Bulgaria e Serbia: «Guardando i primi due gironi con Italia e Serbia e l’altro con Francia e Turchia, si capisce subito che sono i due gironi più difficili - ha commentato Recalcati – Avremmo voluto evitare la Serbia, ma mi piace pensare che anche la Serbia avrebbe voluto evitare l’Italia. Detto questo, il nostro obiettivo è arrivare primi nel girone, con la consapevolezza, però, che si qualificano anche le tre migliori seconde. Perchè abbiamo chiesto di giocare nel girone a cinque? Per giocare una partita in più in Italia. È dal gennaio del 2002 che non giochiamo una gara ufficiale in Italia e ne sentiamo la necessità, così come abbiamo tante richieste». L’incognita principale è legata alla composizione della squadra: «Mi sento di dire che abbiamo anche questo in comune con la Serbia, nel senso che non conosco ancora la disponibilità dei vari giocatori. Sarà una squadra giovane se ci saranno Bargnani, Belinelli, Hackett e Gallinari, oppure potrei convocare chi sta facendo bene in campionato, anche se non è più giovanissimo, come Alex Righetti. In ogni caso, non potremo prescindere da giocatori con esperienza. Con due partite a settimana sarà come giocare in Eurolega, ci siamo abituati, tutti i giocatori lo sono, e chi non lo è ha la possibilità di fare esperienza».

IL PRESIDENTE - E riguardo al sorteggio dei gironi di qualificazione agli Europei è intervenuto anche Gianni Petrucci, presidente del Coni: «Sono qui per essere vicino alla pallacanestro, e alle sue Nazionali - ha detto - che, ne sono sicuro, stanno lavorando per il proprio riscatto. La mancata qualificazione ai Giochi Olimpici? Quello che è stato, è stato. Ora bisogna ripartire. L’Italia punta ad ottenere quello che merita. Carlo Recalcati è bravo e lo sono pure i giocatori. Sono venuto anche qui a sottolineare che lo sport italiano è vicino a FIBA e FIP affinché il basket europeo sia compatto e unito» ha concluso Petrucci riferendosi alle voci di sei franchigie NBA in Europa, delle quali una in Italia. Deluso dal sorteggio Fausto Maifredi, presidente della federbasket: «Non siamo pienamente soddisfatti di questi sorteggi, la Serbia è un brutto cliente nel girone maschile mentre, in quello femminile, Turchia e Polonia sono avversari temibili. In ogni caso, sarà banale, ma per andare avanti non dobbiamo fare che una cosa: vincere. Tutto il resto non conta».

SORTEGGI PER GLI EUROPEI FEMMINILI - Sorteggiati anche i gironi di qualificazione agli Europei femminili di basket in programma nel 2009, in Lettonia, dal 7 al 20 giugno. L’Italia, che era una delle quattro teste di serie, è stata inserita nel gruppo B con Turchia, Finlandia, Polonia e Bosnia Erzegovina. Nel girone A ci sono Germania, Ucraina, Lituania, Israele e Gran Bretagna, nel C Romania, Slovacchia, Francia, Croazia e Ungheria, nel D Serbia, Bulgaria, Belgio e Grecia. Si giocherà il 13, 16, 20, 23, 27, 30 agosto e 3, 6, 10, 13 settembre 2008. Otterranno il pass in nove: le prime due di ognuno dei quattro gironi e la migliore terza. Già alla fase finale cinque squadre: Russia, Spagna, Bielorussia, Repubblica Ceca e Lettonia. Le azzurre esordiranno con la Polonia, poi affronteranno Finlandia, Bosnia Erzegovina, Turchia, ripetendo lo stesso ordine nella fase di ritorno. Ci sarà poi un secondo turno di qualificazione, al quale parteciperanno le prime sei squadre che non si sono qualificate per la fase finale. Si giocherà il 4, 7, 10, 13, 16 e 19 gennaio 2009: verranno promosse due squadre.

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Un giallo affonda il titolo Telecom

Se per i mercati la giornata è complicata – con le Borse europee che bruciano 147 miliardi con perdite tra l’1,5 e il 2% – per Telecom Italia è addirittura drammatica: -4,6%, 1,82 euro sarà il fermo immagine finale, dopo un picco negativo del 7% ai minimi dal marzo 2003.

Un Se per i mercati la giornata è complicata – con le Borse europee che bruciano 147 miliardi con perdite tra l’1,5 e il 2% – per Telecom Italia è addirittura drammatica: -4,6%, 1,82 euro sarà il fermo immagine finale, dopo un picco negativo del 7% ai minimi dal marzo 2003.

Un tonfo che nasce al termine del primo incontro tra l’amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè, e i sindacati in vista del varo del piano industriale. Al termine della riunione l’interpretazione della Uilcom fa scatenare l’inferno nelle sale operative. «Bernabè – riporta una nota del sindacato – ha sottolineato di aver trovato un’azienda impoverita dal punto di vista industriale, internazionale e finanziario e compromessa dal punto di vista finanziario». Proprio così: compromessa. Quindi, il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani spiega come il rientro dal debito «non sarà un processo rapido». E ancora: Emilio Miceli, segretario generale della Slc-Cgil dice alle agenzie che «l’incontro è stato positivo, ma è la situazione che è drammatica. Telecom deve fare i conti con l’eredità del passato. È un’azienda che è stata vandalizzata e impoverita. Bisognerà ricapitalizzare e abbattere i dividendi che hanno distrutto gli utili. L’alternativa è disastrosa».

Parole pesantissime, che a Piazza Affari trovano facile eco. Alla parola «compromessa», rilanciata nel primo pomeriggio dall’agenzia internazionale Bloomberg, il titolo comincia a precipitare senza rete: -7%. È troppo. Dal quartier generale fanno partire un primo comunicato: «Telecom Italia smentisce fermamente che nel corso dell’incontro sia stato fatto alcun riferimento da parte dello stesso amministratore delegato alla politica dei dividendi, ad aumenti di capitale o alla sostenibilità del debito», che a settembre era di 37,4 miliardi di euro, circa tre volte il Mol. Il disastro sul listino prosegue e da Telecom parte la seconda bordata, con l’annuncio di «aver dato mandato ai legali per assumere tutte le iniziative a tutela della stessa società e del mercato in relazione alla disciplina degli abusi di mercato».
 Se per i mercati la giornata è complicata – con le Borse europee che bruciano 147 miliardi con perdite tra l’1,5 e il 2% – per Telecom Italia è addirittura drammatica: -4,6%, 1,82 euro sarà il fermo immagine finale, dopo un picco negativo del 7% ai minimi dal marzo 2003.

Un tonfo che nasce al termine del primo incontro tra l’amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè, e i sindacati in vista del varo del piano industriale. Al termine della riunione l’interpretazione della Uilcom fa scatenare l’inferno nelle sale operative. «Bernabè – riporta una nota del sindacato – ha sottolineato di aver trovato un’azienda impoverita dal punto di vista industriale, internazionale e finanziario e compromessa dal punto di vista finanziario». Proprio così: compromessa. Quindi, il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani spiega come il rientro dal debito «non sarà un processo rapido». E ancora: Emilio Miceli, segretario generale della Slc-Cgil dice alle agenzie che «l’incontro è stato positivo, ma è la situazione che è drammatica. Telecom deve fare i conti con l’eredità del passato. È un’azienda che è stata vandalizzata e impoverita. Bisognerà ricapitalizzare e abbattere i dividendi che hanno distrutto gli utili. L’alternativa è disastrosa».

Parole pesantissime, che a Piazza Affari trovano facile eco. Alla parola «compromessa», rilanciata nel primo pomeriggio dall’agenzia internazionale Bloomberg, il titolo comincia a precipitare senza rete: -7%. È troppo. Dal quartier generale fanno partire un primo comunicato: «Telecom Italia smentisce fermamente che nel corso dell’incontro sia stato fatto alcun riferimento da parte dello stesso amministratore delegato alla politica dei dividendi, ad aumenti di capitale o alla sostenibilità del debito», che a settembre era di 37,4 miliardi di euro, circa tre volte il Mol. Il disastro sul listino prosegue e da Telecom parte la seconda bordata, con l’annuncio di «aver dato mandato ai legali per assumere tutte le iniziative a tutela della stessa società e del mercato in relazione alla disciplina degli abusi di mercato».
l’amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè, e i sindacati in vista del varo del piano industriale. Al termine della riunione l’interpretazione della Uilcom fa scatenare l’inferno nelle sale operative. «Bernabè – riporta una nota del sindacato – ha sottolineato di aver trovato un’azienda impoverita dal punto di vista industriale, internazionale e finanziario e compromessa dal punto di vista finanziario». Proprio così: compromessa. Quindi, il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani spiega come il rientro dal debito «non sarà un processo rapido». E ancora: Emilio Miceli, segretario generale della Slc-Cgil dice alle agenzie che «l’incontro è stato positivo, ma è la situazione che è drammatica. Telecom deve fare i conti con l’eredità del passato. È un’azienda che è stata vandalizzata e impoverita. Bisognerà ricapitalizzare e abbattere i dividendi che hanno distrutto gli utili. L’alternativa è disastrosa».

Parole pesantissime, che a Piazza Affari trovano facile eco. Alla parola «compromessa», rilanciata nel primo pomeriggio dall’agenzia internazionale Bloomberg, il titolo comincia a precipitare senza rete: -7%. È troppo. Dal quartier generale fanno partire un primo comunicato: «Telecom Italia smentisce fermamente che nel corso dell’incontro sia stato fatto alcun riferimento da parte dello stesso amministratore delegato alla politica dei dividendi, ad aumenti di capitale o alla sostenibilità del debito», che a settembre era di 37,4 miliardi di euro, circa tre volte il Mol. Il disastro sul listino prosegue e da Telecom parte la seconda bordata, con l’annuncio di «aver dato mandato ai legali per assumere tutte le iniziative a tutela della stessa società e del mercato in relazione alla disciplina degli abusi di mercato».

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change of hart – the game episode

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Quattro anni dalla morte di Pantani: ricordo di un campione infelice

Marco PantaniSono già quattro anni. Marco Pantani, detto il Pirata, il corridore più popolare del ciclismo moderno, successivo cioè a Fausto Coppi e Gino Bartali, veniva trovato senza vita il 14 febbraio 2004 nella stanza D5 del residence Le Rose di Rimini.

Erano le 21, 15 di uno stupido giorno di San Valentino. C’era poco da festeggiare. Marco, da giorni, era chiuso dentro nella sua stanza. Solo e disperato come può essere un uomo depresso e schiavo della cocaina. Neanche i suoi genitori, in vacanza in Grecia, sapevano che era nascosto lì. Si faceva portare delle pizze dalla reception e non parlava con nessuno. Era anche rabbioso. Con qualche cliente, troppo rumoroso, aveva litigato. Ma chi è quel matto? Perché grida? Non l’avevano neppure riconosciuto. Ci vuol poco a scendere dal podio, a uscire dalla cornice della celebrità. L’ultimo suo lampo risaliva al Giro d’Italia del 2003 quando, sullo Zoncolan e poi nella tappa delle Cascate del Toce, aveva attaccato alla sua maniera. Via il berrettino, e vediamo cosa succede. Ma non ce la fece. Non era già più Pantani. Pochi giorni dopo, infatti, Marco entrava in una clinica del Trentino per curarsi dalla depressione. E già giravano le voci di una sua dipendenza dalla cocaina. Ma gli amici, e anche i giornalisti, spesso bistrattati ma questa volta solidali, stavano zitti. Solo qualche messaggio d’augurio o qualche articolo inutilmente ottimista che auspicava un suo rapido recupero.

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Palermo: Tedesco `Vinciamo e saremo salvi

(AGM-DS) – 14/02/2008 16.46.59(AGM-DS) – Milano, 14 febbraio – Il centrocampista del Palermo Giovanni Tedesco si guarda dietro: `Vinciamo e saremo salvi`. I rosanero vogliono uscire dal momento difficile. Per fare questo non c`e` niente di meglio di un successo: `Vincendo domenica saremmo salvi al 99%, andremmo a 31 punti e poi riprenderemmo coscienza delle nostre forze. Io mi auguro di poter giocare domenica anche se la cosa fondamentale sara` battere il Cagliari`. Tedesco e` determinato: `Mi ha dato un po` fastidio che, in settimana, si sia parlato troppo degli assenti in vista della partita con il Cagliari. E’ vero che domenica mancheranno giocatori importanti, ma l’organico del Palermo e` composto da elementi di grande qualita` vogliosi di dimostrare il loro valore e la loro qualita` come Bresciano e Jankovic. In settimana li ho visti molto carichi`.

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